Preskoči na vsebino


LA STORIA DEL LUOGO E DELLA CHIESA

Santa  Lucia d’ Isonzo (Most na Soči)  si trova alla confluenza dei fiumi Idrica e Soča (Isonzo) e lungo il lago artificiale dello stesso nome – arginato per la idroelettrica Doblar. Il  luogo e’ in maggior parte  consacrato  sotto il nome Most na Soči, cosi’ e’ stato nominato nel  1952. Prima si chiamava Santa Lucia, nominata cosi’ dal patrono Santa Lucia  a cui  e’ consacrata la chiesa. Dopo la seconda guerra mondiale – dopo il  1945, ad alcuni il nome Santa Luci a non era gradito perche ‘ era il nome di una martire cristiana del 3. secolo. Percio ‘ il  nome Santa Lucia e’ stato cambiato in Lucia e piu’ tardi ancora in  Most na Soči. Cosi si chiama ancora oggi. Il luogo e’ conosciuto per i ricchi scavi archeologici e  include Santa Lucia tra le piu’ importanti colonie preistoriche  - nell’ antica  era del  ferro. Fra l’ottavo e il quarto secolo avanti Cristo, nacque qui una colonia che, secondo gli scavi, non era nemmeno tanto piccola.

I resti della civilta’ antica furono per la prima volta raccolti e conservati  dal parroco Tomaž Rutar. Gia’ l’anno 1884 si cominciarono ad indagare i cimiteri e  fino ad oggi furono scavate, sotto controllo, 6570 tombe, scoperte 35 case ed officine. Le mura fondamentali di una casa romana possiamo vedere nel nuovo abitato. La chiesa San Mauro che si trova in vetta, al  cimitero si menziona gia’ del 1192. Questa e’ la prima chiesa in questo luogo. Per il continuo  aumento della popolazione e il desiderio di rendersi  indipendente  dalla parocchia  Volče (Volzana) alla quale apparteneva, fu nel 1854 censegnata al capitolo  di Cividale la domanda di poter costruire  a Most una nuova chiesa. Subito dopo fu dato il permesso (il documento nella parrocchia) e dopo sei anni la nuova chiesa fu terminata e benedetta. Consacrata e’ a Santa Lucia, probabilmente nel 1612., questa data e’ incisa su una pietra nella parte esterna della facciata. Nel  settembre  del 19l5, durante la prima guerra mondiale, furono distrutti l’arredamento interno e il tetto, danneggiati anche i muri. Dopo  la seconda guerra si dovettero  rinnovare l’altare, il coro, i banchi  e l’ organo, dal 1927 comincio’ a progettare una rinnovazione il pittore accademico Tone Kralj, dalla Slovenia (Carniola) inferiore – ovvero  Dolenska) , riconosciuto  gia’  all’ estero, in Slovenia invece premiato appena del 1970. Dapprima disegno’ San Valentino – l’altare destro, l’anno 1928 La Madonna, nel  1929 Santa Lucia nell’altare principale.

Poi si mise a rinnovare e a dipingere, lavorò nella volta del  presbiterio, dipinse la glorificazione  di Santa Lucia e un gruppo di angeli, sopra le colonne e gli archi  12 apostoli ed evangelisti e i fratelli  San Ciril e Metod (Cirilo e Metodo). Le avtorita’ d’allora turbarono i  colori sloveni del tricolore degli angeli e per no essere esiliato, il pittore si iscrisse all’accademia d’arte e di cultura  di Venezia dove nel 1940, pitturo’ 8 quadri rappresentanti  la vita il martirio  della  Via Crucis. Anche i quadri nella chiesa sono stati progettati dal pittore Kralj: sopra il confessionale a sinistra c’e’ il  buon pastore, a destra  il padre misericordioso. nella navata sinistra  c’e’ la statua  d’ Anna con Maria, a sinistra Cuore di Gesu’. Prima di morire rifece il  tavolo della comunione nel nuovo altare di messa, il sostegno per candele pasquali e il crocefisso risuscitato. Dopo la morte del pittore (il 09.09.1975) furono rinnovati anche i quadri.